A VOLTE IL TEMPO E' GALANTUOMO

Domenica 5 novembre 2017 partecipammo alle celebrazioni del centesimo anniversario della Rivoluzione d’Ottobre che si tennero a Firenze, presso il circo Arci “Bartolo Lippi” di via Pietro Fanfani 16, organizzate da alcuni gruppi comunisti marxisti-leninisti.

 

 

In quell’occasione era presente anche Ylli Mece, membro del Comitato Centrale del Partito Comunista di Albania, che intervenne per portare il saluto della propria organizzazione, spiegando contemporaneamente quali fossero le problematiche che la stessa doveva affrontare.

 

Egli pose, con una certa giusta enfasi, l’accento sul fatto che «la lotta continua: nonostante le difficoltà create dalla presa del potere da parte dei revisionisti borghesi, come Ramiz Alia ed il suo Partito Socialista di Albania, non ci si è arresi».

 

Sono passati sei anni da quell’evento, e per una volta si può dire che “il tempo è galantuomo”, nel senso che ora è diventato palese il senso delle parole del Mece: è bastato assistere alla trasmissione “L’aria che tira estate”, in onda giovedì dieci agosto sull’emittente televisiva “La7”.

 

 

In collegamento si trovava tale Edvin Kristaq Rama detto Edi, l’attuale segretario generale della cricca che ha usurpato il posto – un po’ come avvenne in Italia dopo lo scioglimento del Partito Comunista Italiano e la creazione del Partito Democratico della Sinistra – del Partito del Lavoro di Albania.

 

Secondo quanto scrive Angelica Orlandi sul quotidiano fascista Secolo d’Italia dello stesso giorno, il pittore ex cestista – dal 2013, disgraziatamente, capo del governo con sede a Tirana – risponde nei termini che seguono alla domanda «lei è un socialista, come vede l’Italia di Giorgia Meloni?».

 

«Sono socialista ma mi sento un grande vecchio fratello d’italia. Sono molto vicino a Giorgia. Lei è una giovane sorella dell’Albania. Non si tratta di essere socialisti o di destra: l’importante è fare le cose che servono al Paese evitando la trappola degli ideologismi. Altrimenti non si va da nessuna parte».

 

Né più né meno che il ragionamento che distingueva Benedetto Craxi detto Bettino nella sua crociata anticomunista, e che contraddistingue tutti coloro che hanno tradito gli ideali rivoluzionari per accomodarsi sulle poltrone dei parlamenti borghesi: che schifo!

 

 

Bosio (Al), 19 agosto 2023

 

Stefano Ghio - Proletari Comunisti Alessandria/Genova

 

http://pennatagliente.wordpress.com